TRANSITO

… Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce.  (Eugenio Montale)

I migranti sono in transito nei nostri luoghi di accoglienza, questo progetto si propone di aiutare i bambini e gli adulti migranti nelle strutture di prima accoglienza a impiegare parte del loro tempo disegnando e dipingendo, in un’attività ricreativa, piacevole, contenitiva; ma anche di riflessione, un momento tutto per sé e per la propria interiorità.

Nei laboratori per i bambini il disegno e il dipingere saranno attività giocose e in condivisione con i compagni, oltre che di relazione col Maestro d’Arte, Fausto Olmelli che li accompagnerà nelle attività e il mediatore culturale, il tramite della relazione fra i bambini e il disegno, fra i bambini e il Maestro d’Arte. Questo progetto oltre a questo primo scopo si propone di lasciare un segno del passaggio dei giovani migranti a partire dai loro disegni o dipinti.

I disegni o i dipinti su carta, cartoncino, ecc. hanno per definizione vita breve, sono in transito, appunto. Questo progetto vuole anche, in una fase successiva, “fissare” queste immagini attraverso il loro “passaggio” dai materiali usati come carta, cartoncino, ecc. ad altre forme artistiche realizzate presso delle scuole romane.

Il “segno” quindi passerebbe come testimone dai giovani migranti ai giovani delle scuole italiane, italiani e, spesso, stranieri, ne permetterebbe la comunicazione e la conoscenza, inoltre e soprattutto, un’altra forma artistica come il mosaico, la pittura, la scultura, i video, ecc. rende “materia” le immagini transeunti dei piccoli migranti.

Il progetto non interferisce affatto con il soggetto dei disegni o dipinti iniziali, ne cura però la possibilità di essere fermati nel tempo e nella materia e di lasciare così il segno del loro passaggio.

Il pediatra e psicoanalista Winnicott spiega che il bambino “si perde” nel gioco e, in uno spazio e in un tempo tutto suo, costruisce il suo mondo, in uno spazio intermedio fra se stesso e il mondo esterno che Winnicott chiama “area transizionale”. I bambini migranti disegneranno e dipingeranno il loro mondo, poi avverrà il passaggio dei loro segni a dei bambini o degli adolescenti che si formano in una scuola italiana, quindi ci sarà anche un passaggio generazionale, oltre che di luogo; nel tempo e nello spazio, dunque. Il momento leggero e volatile del gioco diventerà manufatto scolpito nel tempo, memoria.

Per quanto riguarda gli adulti (per la differenza fra adolescenti e adulti in questo caso specifico il mediatore culturale darà una indicazione sull’età), i laboratori artistici prevedono un corso rapido di disegno dal vero, tenendo ben presente le diversità culturali fra il paese di prima accoglienza, l’Italia e l’arte occidentale, e i migranti, per lo più africani. Si terrà ben presente anche la contaminazione che storicamente è avvenuta fra le due culture, nonché le influenze “esotiche”(cioè non europee) nell’arte occidentale, esempi fra tutti: il cubismo e il primitivismo. Ben consapevoli delle affinità e del dialogo privilegiato fra l’arte contemporanea e l’arte tradizionale africana, espressione artistica evocativa più che rappresentativa, proprio come avviene in molta dell’arte contemporanea.

L’organizzazione dei laboratori prevede come materiali fogli di carta e pastelli per la riproduzione di oggetti d’uso comune scelti dagli stessi migranti. L’atto della scelta di un oggetto e la sua riproduzione concentrata seguendo un Maestro e il mediatore culturale ha un intento “regolativo”, disciplina interiore volta ad un contenimento e indirizzamento delle energie e del caos emotivo. È il corrispettivo negli adulti della funzione del gioco per i bambini, gioco che ha nelle regole la sua definizione principale.

In seguito si chiederà ai migranti di “pagare” il corso avuto con uno o più disegni. Questo ha una precisa funzione terapeutica: dare dignità al migrante fruitore del corso e senso al loro transito che in questo modo avrà lasciato un segno. Verrà specificato che i disegni potranno essere utilizzati per una eventuale mostra. Ovviamente i migranti non saranno “obbligati” a lasciare un disegno, sarà una loro libera scelta.

In questo progetto i costi sono irrisori e relativi ai materiali usati: matite, colori, carta, cartoncini, ecc.. Quello che fa la differenza è la volontà, è la visione. Gli enti, le fondazioni, le associazioni coinvolte via via saranno chiamati a farsi promotori di una idea di solidarietà e crescita collettiva. È il ruolo del mecenate nell’arte, non solo colui che finanzia, ma colui che ha la volontà e la visione di mettere in moto delle energie positive per farle diventare progetti tangibili e che producono cambiamento.

Transit

Migrants are in transit in our reception centers, which provide them with temporary homes.

This project aims to support migrants in transit, including children and adults, who are hosted by Italian reception centers, in spending some of their time drawing and painting. While being recreational and pleasant activities, these are also opportunities for migrants to reflect, and to get closer to their own inner selves.

During children workshops, painting and drawing will be means to play and share with friends. The art teacher, Fausto Olmelli, will guide the young migrants through all the activities together with the cultural mediator, the intermediary between the children and their drawings, between the children and the art teacher. Moreover, the project will contribute to leave a sign of the transit of the migrants through their own drawings and paintings.

Drawings and paintings on paper, cardboard, etc. have a short life by definition: they are also in transit. Therefore, at a later stage, the project will aim to make these images more permanent by means of transposing them on other materials, and of using different forms of art (e.g. mosaic, sculpture, video, etc.), in collaboration with Italian schools, and art academies.

The sign of the transit will therefore pass down from the migrants to the students in Italian schools, including both Italians and foreigners, thus enabling to communicate and to generate a greater and deeper understanding each other. Moreover another art form such as mosaic, painting, sculpture, video, etc. makes “material” the transient images of the young migrants.

The project will by no means interfere with the subjects of the drawings or paintings. However, it entails the possibility of shaping them into art works which will leave a more permanent sign of the transit.

The paediatrician and psycoanalist Winnicott explains that children “get lost” in their games, and build their own world in a space and time of their own, somewhere in between themselves and the outside world, which Winnicott calls “the transitional area”. The young migrants will draw and paint their own world, before passing down their signs to other children and adolescents who study in Italian schools. In addition to a change in place, there might be also a change in age; a change in space and time that will transform the light and volatile nature of playing in a handicraft that is carved in time and memory.

Concerning adults, the art workshops will consist of a brief course of live drawing, taking into consideration the cultural differences between Italian and western art, and that of the migrants, mainly Africans. Due consideration will be given to the contaminations between the two cultures over history, and to exotic influences, like in cubism and primitivism, cognizant of the similarities and of the privileged dialogue between contemporary art and traditional African art, an evocative, more so than representative, artistic expression, just like most contemporary art.

During the adult workshops, the migrants will use paper and crayons to reproduce everyday objects of their choice, under the guidance of the art teacher and of the cultural mediator. This will help to contain and to “discipline” the migrants’ inner energy and emotional chaos. For adults, this will have the same function that games have for children: indeed a form of activity played according to rules.

Finally, the migrants will be asked to “pay” for the course with one or more drawings. This has a specific therapeutic function, that is to provide the migrant with a dignity and with a meaning to their transit, which will thus leave a sign. It will be explained that the drawings might be used for exhibitions. However, whether or not to leave their drawing will be a free choice of each migrant. Nobody will be forced to do so.

In this project, costs are really minor, and mainly pertaining to the materials used i.e. pencils, crayons, paper, cardboard, etc. Different organizations, foundations, and associations will be engaged in this project and asked to promote it, with its idea of solidarity and mutual growth. Sponsors, like patrons for art, are not only those who finance a project, but those who have the will and the vision to circulate positive energy and to transform it into concrete projects that are able to make a change.

Fausto Olmelli

Maestro d’Arte, laureato alla Accademia delle Belle Arti di Roma

Le foto di questo blog sono state fatte da me, Fausto Olmelli, e sono quindi di mia proprietà. Non possono essere utilizzate a fini commerciali, possono essere condivise soltanto per diffondere il progetto “Transito”. Per ogni idea o suggerimento contattatemi.

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