18° giorno, METTIAMOCI IN ASCOLTO

Oggi 5 novembre c’è l’inaugurazione dell’installazione “Mettiamoci in ascolto”

Today there is the opening ceremony of the art installation called “Let’s listen”. We brought the drawings and the paintings in a non-places (Augé, 1992): a shopping center. This art installation is based on the listening of the creative act of these drawings, of their poetry.

locandina

con un mio scritto che accompagna l'”ascolto”

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Prima di tutto voglio mettere una poesia che ha scritto un mio amico, Fausto De Luca, che mi ha mandato perché non può venire all’inaugurazione. Come Alfredo anche Fausto è un poeta, sono stato fortunato a crescere con questi amici

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All’inaugurazione c’è tanta gente e anche alcuni dei giovani migranti che hanno disegnato

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Prima prende la parola Debora Diodati, la presidente della Croce Rossa – Comitato Area metropolitana di Roma Capitale

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Debora Diodati fa un bell’intervento sull’energia che questo progetto artistico ha portato loro e sulla Croce Rossa che accogliendo il progetto Transito ha cercato di parlare un linguaggio nuovo per loro: quello dell’arte. Racconta che voleva fare una mostra e che insieme a me abbiamo deciso di fare arrivare questi disegni, e con loro la dignità dei loro autori, a quante più persone possibile. Euroma 2 ha raccolto l’invito. Ha parlato anche del dramma della migrazione, del fatto che i migranti vengono luoghi privi di ascolto, perché ci sono fame e guerra. Con le sue parole: “Questa operazione artistica trae la sua origine nell’ascolto e nella lungimiranza della Croce Rossa, che ne ha capito il senso e ha deciso di camminare insieme all’artista in questo progetto”. Interviene poi Antonio Crialesi, il coordinatore del Centro Penelope della Croce Rossa, spiegando cos’è il Centro e di cosa si occupa. È poi il turno di alcuni ragazzi che hanno disegnato. Sembrano molto felici, indicano le loro opere, ringraziano tutti. La cosa bella è che dopo gli interventi, tantissime persone si rivolgono a loro parlandogli, chiedendogli cose inerenti ai disegni e ai laboratori, per una volta non vedo assistenzialismo o compassione, ma un dialogo “alla pari”, per quanto questo sia possibile. Chi parla inglese, chi francese, chi con l’aiuto del mediatore culturale. Non lo nego per me questo è stato il momento più intenso di tutto Transito.

Ma torniamo al resoconto. Su uno schermo scorrono le fotografie di Antonio Crialesi, prese devo dire in modo silenzioso e discreto durante i laboratori:

Poi è il mio turno, ringrazio la Croce Rossa per la sua assistenza alle persone del centro Italia in questo momento difficile. In quei luoghi che sono la culla della nostra cultura. Voglio fare una riflessione: i due ultimi Papi si chiamano Benedetto e Francesco, solo questo. Ho preparato uno scritto che riporto qui:

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Un artista si nutre di poesia io l’ho cercata nell’ascolto. La poesia è qualcosa di raro, di prezioso. È importante percepire quest’azione come un atto poetico, da sempre l’arte è l’anima di un popolo, lo avvolge di dignità, così come questi ragazzi hanno avvolto e avvolgono di dignità i nostri luoghi. Questa azione ha permesso a me di nutrirmi della loro dignità, la stessa dignità che questi disegni, qui, ci rimandano. Attraverso i loro segni, la loro storia che poi è la nostra, veniamo tutti da lì. È stato semplice pormi davanti ai ragazzi nell’azione dell’ascolto, parliamo la stessa lingua, lo stesso dolore, perché come dice Saba “il dolore è eterno ha una voce, non varia”. Non mi è mai venuto in mente di fare domande: “Di dove sei?” “Perché sei scappato?” “Sei scappato perché non c’era più acqua, o pane”; queste domande le ho lasciate alla cronaca. Non ho neanche chiesto i loro nomi, laboratorio dopo laboratorio li ho memorizzati dal loro chiamarsi.

Questo progetto è basato sull’ascolto, io qui non sono un maestro d’arte, non c’è nulla da insegnare, è sull’osservazione e quindi sull’accettazione, è qui l’aspetto poetico. I giovani migranti e io abbiamo “occupato” uno spazio della Croce Rossa, le nostre esistenze si sono intrecciate, questi giovani hanno disegnato con tutto il loro tempo, con tutta la loro poesia, l’arte e la poesia si sono mescolate alla vita di tutti i giorni, alla vita dell’emergenza.  L’attenzione e l’energia che si mettono nella prima accoglienza, sono l’installazione, anzi come ho già scritto: “La Croce Rossa di Roma sta svolgendo il suo lavoro di cura, assistenza, amore, con quella energia che anche l’arte dovrebbe impiegare in un tema così importante”. Io mi sono emozionato in questi laboratori come è difficile che succeda ormai in un evento artistico. Non si può spiegare l’attimo della poesia, e quindi per me l’unico modo etico e poetico, per dare valore e dignità a questi disegni, è averli portati in un centro commerciale, in un nonluogo.

L’arte per ritrovarsi può anche essere pubblica.

Ora vi leggo un estratto, due righe, di Marco Lazzari sul nonluogo, da: “Adolescenti fra piazze reali e piazze virtuali”.

“Ha invece un particolare rilievo il dato relativo ai centri commerciali: snobbati da molti come nonluoghi, i centri commerciali sono per i ragazzi di oggi invece un punto di riferimento importante. Pare che rispetto a questi presunti nonluoghi gli adulti scontino un pregiudizio derivante dal fatto che essi non li vivono “nativamente”, per prendere in prestito un’altra etichetta à la page”.

Vi consiglio di mettervi in ascolto di questi disegni senza attenzione alla cronaca, per la cronaca ci sono i media, ma soprattutto in un modo non assistenzialistico, e se ci riuscite neanche in modo narrativo, scoprirete che non ci sono tante differenze fra questi disegni e quelli dei nostri ragazzi.

Poi chi vuole mette una puntina da disegno a testimoniare questa installazione

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Le foto di questa pagina sono state fatte da me, Fausto Olmelli, e sono quindi di mia proprietà, tranne quelle in bianco e nero realizzate da Antonio Crialesi coordinatore di Penelope, Croce Rossa – Comitato Area metropolitana di Roma Capitale, che quindi non sono di mia proprietà. Le foto non possono essere utilizzate a fini commerciali, possono essere condivise soltanto per diffondere il progetto “Transito”. Per ogni idea o suggerimento contattatemi.

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